In occasione dell’anniversario della strage di via D’Amelio, il Comune di Limbiate rende omaggio al giudice Paolo Borsellino e agli agenti della scorta. Il messaggio del Sindaco Antonio Romeo sull’impegno civile.
Il 19 luglio 1992 la mafia uccideva, in via D’Amelio a Palermo, il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
Nomi che non appartengono soltanto alla storia del nostro Paese, ma alla coscienza civile di ciascuno di noi.
Ricordare via D’Amelio significa rifiutare ogni forma di indifferenza e riconoscere che la legalità non vive solo nelle grandi battaglie, ma si costruisce nei comportamenti di tutti i giorni, nelle scelte amministrative, nell’educazione dei più giovani e nella capacità di una comunità di non voltarsi dall’altra parte.
Il messaggio del Sindaco Antonio Romeo
«La memoria di Paolo Borsellino e degli uomini e delle donne della sua scorta non può essere ridotta a una ricorrenza formale. È un impegno che riguarda tutti noi, come cittadini e come istituzioni. Ogni giorno siamo chiamati a costruire una comunità fondata sulla responsabilità, sulla trasparenza e sul rispetto delle regole. È questo il modo più concreto per onorare chi ha sacrificato la propria vita per lo Stato e per la libertà di tutti».
La Città di Limbiate ricorda il sacrificio delle vittime di via D’Amelio con rispetto e gratitudine, rinnovando l’impegno quotidiano a difesa della democrazia. Perché la memoria, se resta viva, diventa una scelta di vita e di cittadinanza responsabile.
Pagina aggiornata il 18/09/2026