A cinque anni dal sacrificio in Congo, il Segretario di Stato Vaticano ha stretto in un abbraccio solenne la comunità: “Raccogliamo la sua eredità per un mondo dove la solidarietà sia più efficace del guadagno”
La mattinata del Cardinale Pietro Parolin è iniziata presso l’Antica Chiesa San Giorgio per una visita privata alla mostra del 3° Concorso Fotografico Nazionale, il Segretario di Stato ha visionato le opere selezionate sul tema “Dialoghi”. Il tema dell’incontro e della costruzione di ponti tra culture rappresenta il cuore pulsante della missione che Luca Attanasio ha portato avanti fino all’ultimo istante.
Il baricentro della mattinata si è poi spostato al cimitero cittadino. Dopo un momento di preghiera privata del Cardinale sulla tomba di Luca insieme ai familiari, ha avuto luogo la commemorazione ufficiale. La sequenza degli interventi istituzionali è stata aperta dalla lettura dei messaggi giunti dalle più alte cariche dello Stato: il Sindaco Antonio Romeo ha dato voce alle parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha definito la missione di Attanasio un esempio: “La sua dedizione incarna i nobili ideali dell’Italia repubblicana che guarda al continente africano con spirito di cooperazione e sentimenti di umanità”. È stato inoltre letto il messaggio del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, che ha evidenziato come il nostro concittadino: “Con il suo operato, ha rappresentato l’Italia nel mondo portando con sé l’identità e i valori della propria comunità d’origine. La cultura del lavoro e del sacrificio, la lealtà e l’attenzione alle persone e alle comunità più fragili.”
Dopo la toccante lettera del papà e degli amici di una vita, l’intervento del Cardinale Parolin ha chiuso la serie dei contributi istituzionali con una riflessione potente: “Raccogliamo l’eredità di Luca per costruire un mondo dove la solidarietà sia più efficace del guadagno”. Il Cardinale ha esaltato la “concretezza della carità” di un Ambasciatore che ha saputo andare oltre il dovere, donando la vita per un ideale di servizio autentico. La cerimonia si è conclusa con la deposizione della corona d’alloro e la solenne benedizione.
Alle 11:30, la cittadinanza si è riunita nella chiesa di San Giorgio per la Santa Messa presieduta dal Segretario di Stato. Nell’omelia, Parolin ha ricordato Luca come un uomo “con le mani nel lavoro”, un cristiano che ha saputo operare nelle periferie del mondo con parole e gesti reali. Il Cardinale ha rivolto alla comunità una domanda esigente: “Quale logica guida le nostre scelte? Quella dell’utilità immediata o quella del servizio fedele?”, indicando nella vita di Luca la risposta coerente a questa interrogazione.
A chiusura della giornata, il Cardinale si è trattenuto per un pranzo riservato. Un momento di convivialità e dialogo fraterno che ha permesso di approfondire il legame tra la missione universale della Chiesa e la testimonianza lasciata da Luca sul territorio, sigillando un evento che rimarrà impresso nella storia della nostra città.
Pagina aggiornata il 26/03/2026