A 41 anni dalla tragedia della Val di Stava, la Città di Limbiate rende omaggio alle 268 vittime. Una memoria che richiama l’importanza della cura del territorio e della sicurezza.
Alle ore 12.22 del 19 luglio 1985, una devastante colata di fango spezzò la vita di 268 persone in Val di Stava, in Trentino. Il cedimento dell’arginatura dei bacini di decantazione della miniera di Prestavel travolse case, alberghi e infrastrutture, segnando per sempre la storia del nostro Paese.
Una tragedia che la storia e le perizie successive hanno dimostrato non essere stata una fatalità inevitabile, ma il risultato di gravi carenze nella gestione e nei controlli.
Oggi la Città di Limbiate si unisce al ricordo di quelle vite spezzate — tra cui molti bambini e giovani — e al dolore delle famiglie coinvolte.
Coltivare la memoria del disastro della Val di Stava significa trasformare il dolore in responsabilità collettiva:
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Cura del territorio: Promuovere una gestione attenta e sostenibile dell’ambiente.
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Sicurezza e controlli: Pretendere il rispetto rigoroso delle norme di tutela per evitare che il profitto o la superficialità messi davanti alla vita umana generino nuove tragedie.
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Impegno civile: Custodire la memoria storica per farne guida nelle scelte amministrative e cittadine di ogni giorno.
Ricordare quanto accaduto in Val di Stava è un dovere civile essenziale affinché il tempo non trasformi una tragedia annunciata in un semplice fatto del passato, ma rimanga un monito costante sulla centralità della sicurezza e della prevenzione.
Pagina aggiornata il 18/09/2026